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L’economia legata alle App rappresenta il 2% del PIL italiano

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Gli smartphone del mondo si apprezzano per le App, e l’Italia non è da meno. Nel Belpaese il mercato delle applicazioni per smart-object (tablet, smartphone e presto smartwatch) vale 25,4 miliardi di euro, pari all’1,6% del nostro PIL. Le previsioni sono più rosee di tanti altri settori, ed è prevista la crescita sino a 40 miliardi di euro entro il 2016, che equivarranno al 2,5% del PIL. L’indagine è stata condotta dagli Osservatori Ict del Politecnico di Milano, i quali hanno registrato una crescita complessiva del mercato del 30% nell’ultimo anno.

Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori Ict del Politecnico di Milano, afferma che: “La domanda ha abilitato numerevoli opportunità per le imprese di gestire via “mobile” la relazione con i propri clienti e rendere più efficienti i propri processi aziendali”. Lo studio si è spinto oltre i numeri di crescita e assoluti, e ha studiato anche le abitudini dei possessori di telefoni e tablet. Un consumatore su tre ha scaricato delle App a pagamento, uno su cinque ha acquistato un prodotto o servizio, quattro utenti su cinque hanno interagito con la pubblicità sui propri dispositivi e infine, dato forse maggiormente significativo, una persona su due vorrebbe utilizzare il proprio dispositivo per i pagamenti.

La ricerca sottolinea come saranno le Start Up a veicolare il processo di digitalizzazione delle imprese italiane, creando nuovi modelli di business rivolti al consumatore finale. Nel corso del 2013 le imprese nate da “un’idea” sono state moltissime, e oltre 600 sono state finanziate a vario titolo da privati e fondi pubblici.

L’economia legata alle App rappresenta il 2% del PIL italiano was last modified: 17 aprile 2014 by Matteo Rubboli