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Il packaging farmaceutico

Il packaging farmaceutico è un prodotto in grande fermento ed evoluzione, in questi anni, nonostante la crisi ha avuto un trend positivo, questo denota la vivacità del settore farmaceutico e del settore dell’imballaggio.

Il settore farmaceutico nella sua globalità ha espresso nel 2017 una crescita del fatturato a prezzi correnti di circa il 4%. Nel biennio ’18-’19  si sta riconfermando il trend positivo, anche se a ritmi più rallentati.

Come per l’imballaggio alimentare, le prerogative del packaging farmaceutico sono del tutto peculiari rispetto a quelle di qualsiasi altra tipologia di packaging.

Da una parte ci sono stringenti normative che disciplinano in modo piuttosto rigido aspetti fondamentali, dai materiali consentiti per gli imballaggi, l’etichettatura e l’aspetto estetico andando a modificare e determinare anche la comunicazione.

Ogni imballaggio farmaceutico deve garantire alcune funzioni basilari:

  • Salvaguardare l’integrità del prodotto e scongiurare la possibilità di penetrazione di agenti esterni che possono comprometterlo.
  • Resistenza alle condizioni ambientali esterne, in particolare a luce e all’aria.
  • Deve facilitare e rendere funzionale l’uso del farmaco.
  • Una corretta comunicazione sul prodotto, sulle modalità di somministrazione e sugli eventuali rischi per la salute.
  • Deve impedire gli usi impropri del prodotto, ad esempio da parte dei bambini.

Come per il food packaging i criteri per la progettazione sono comprensibilmente rivolti alla massima tutela del prodotto contenuto. In più vengono inseriti per legge sigilli anticontraffazione e adeguati sistemi di chiusura in grado di confermare la piena integrità del farmaco.

La comunicazione commerciale per certi versi è subalterna a tutte le norme stringenti che determinato la realizzazione e le caratteristiche della confezione per prodotti farmaceutici.

Infatti la sicurezza è la prerogativa essenziale anche nell’efficacia comunicativa del packaging farmaceutico. L’utente deve ricavare dalla confezione l’impressione di un involucro stabile e sicuro. Anche per questo il packaging farmaceutico è di norma composto da packaging primario e secondario.

Packaging farmaceutico primario e secondario

La prima protezione scongiura la possibilità di danneggiare in qualche modo il contenuto. La seconda risiede nell’esigenza di collegare al packaging secondario un cospicuo numero d’informazioni che guidino l’utente all’utilizzo corretto del farmaco.

Infine la struttura dell’imballaggio deve infatti rendere riconoscibile il farmaco in quanto tale, scongiurando possibili fraintendimenti con altre categorie merceologiche.

La scelta dell’imballaggio è strettamente legata alla tipologia di medicinale e alle caratteristiche delle sostanze presenti nel farmaco stesso.

Dall’analisi dei dati 2017, il 64% dei medicinali presenti sui banconi delle farmacie italiane risulta essere in forma solida, il 30% in forma liquida e il 6% in altre forme.

Caratteristiche tecniche dell’imballaggio farmaceutico

Per quanto riguarda l’imballaggio primario, l’alluminio è il materiale più usato seguito dal vetro e dalla plastica. Mentre per l’imballaggio secondario e per gli espositori il materiale più utilizzato è sicuramente il cartoncino teso.

Infatti tutti i farmaci venduti in farmacia prevedono l’impiego di scatole di cartoncino, che contengono il medicinale, il “bugiardino” ed eventuali accessori atti all’erogazione del farmaco stesso.

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Il packaging farmaceutico was last modified: 2 dicembre 2019 by Amministrazione